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Un artigiano giapponese boicotta le Olimpiadi
Un artigiano giapponese, produttore delle attrezzature sportive preferite dall’elite dei lanciatori di peso, si è rifiutato di fare la fornitura per i Giochi di Pechino in segno di protesta contro la politica cinese in Tibet.
Tokyo – L’artigiano di Tokyo Masahisa Tsujitani è al centro dell’attenzione in questi giorni. Dopo quattro Olimpiadi in cui aveva finemente plasmato le sfere di metallo preferite dagli sportivi, in occasione di questi Giochi l’artigiano ha riferito al funzionario olimpico cinese che non avrebbe ricevuto i suoi prodotti. "Si tratta di un’opinione personale, del mio orgoglio come artigiano e di come il mio lavoro viene usato", ha dichiarato il 74enne, "mi dispiace moltissimo per gli atleti che non potranno utilizzare i miei pesi ma dopo quello che è successo in Tibet, so di aver ragione. Quando è troppo è troppo".
Il presidente Fukuda è disposto ad assumere una linea dura prima dell’arrivo del presidente cinese Hu Jintao previsto per il prossimo mese. Tuttavia, intrappolato tra l’immagine del Giappone come faro della democrazia in Asia e i suoi interessi economici strettamente intrecciati con la RPC, ha dichiarato che la Cina è un partner indispensabile.
"I politici giapponesi sono degli incapaci", ha dichiarato Tsujitani, che ha taciuto riguardo le recenti proteste.
L’onesta presa di posizione di Tsujitani ha toccato le corde dei media giapponesi. Egli ha ricevuto manifestazioni di sostegno e lettere da tutto il Giappone. Una di esse, che ha in cima il disegno di un atleta ucciso a colpi di pistola da una squadra cinese, dice: "Contro i giochi del massacro". "Io non sono un anticinese qualsiasi" ha detto Tsujitani, che ha visitato la Cina quattro volte e ha amici lì. "Voglio solo che il governo cinese si chieda il motivo per cui un uomo non manderebbe qualcosa come dei pesi alle loro Olimpiadi. Io voglio creargli solo imbarazzo. Ma dubito che ci riuscirò".


