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Contraffazione in Cina

La Cina è uno dei più crudeli regimi dittatoriali esistenti, la cui crescita economica è legata a costi sociali enormi e alla continua violazione dei diritti umani.

Gli articoli contraffatti di fabbricazione cinese, non conformi agli standard di sicurezza ed eseguiti in modo tale da sembrare originali, invadono il mercato mondiale. Si tratta dell’ormai dilagante “fenomeno delle falsificazioni pericolose” riguardanti medicinali, generi alimentari, prodotti per la cura personale, abbigliamento, sigarette e quant’altro. I manufatti provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese rappresentano l’86% degli oltre 250 milioni di merci sequestrate e costituiscono un serio pericolo per la salute dei consumatori.

Questo mercato di falsari si è diffuso a macchia d’olio a causa del basso costo della mano d’opera, veri e propri schiavi costretti a lavorare a ritmi disumani, senza alcun diritto né tutela, che consente di immettere sul mercato beni a prezzi concorrenziali. A titolo di esempio possiamo citare la famosa marca sportiva “Nike”, che ha ammesso di aver affidato la maggior parte della propria produzione a fabbriche cinesi in cui i lavoratori erano sottoposti a gravi soprusi (divieto di bere e di usare i servizi igienici, straordinari obbligatori etc.).

Il fenomeno di contraffazione delle merci riguarda principalmente: capi d’abbigliamento prodotti con materiali tossici in grado di provocare allergia; capi di cotone sbiancati con sostanze pericolose vietate in Europa; ammine odorose altamente tossiche che non risultano nelle etichette; giocattoli assemblati in modo non conforme e con materiali scadenti o addirittura tossici, che possono causare la morte per soffocamento; occhiali non conformi agli standard europei di sicurezza che causano danni alla vista; tomaie di pessima plastica venduta come pelle che provocano allergie gravi; sigarette e sigari di note marche prodotti con tabacco scadente e non controllato; dentifrici e altri prodotti per l’igiene, anch’essi realizzati con sostanze nocive; cosmetici contenenti sostanze che causano atrofia e decolorazione della pelle; elastici per capelli fatti con profilattici usati, con il rischio di infezioni provocate da batteri e virus (meglio non pensare alla classica scena in cui ci si lega i capelli con l’elastico posato fra le labbra); divani imbottiti con materiale scadente o tossico; prodotti alimentari non testati e non soggetti a controlli sanitari (come il concentrato di pomodoro spacciato per Made in Italy); materiale elettrico (lanterne, faretti con marcatura irregolare e privi dei requisiti di sicurezza).

Molto recente è la scoperta di un deposito illecito a Roma in cui sono state sequestrate migliaia di confezioni di medicinali cinesi contraffatti, tra cui il Viagra, e anabolizzanti proibiti che rappresentano un serio rischio per la salute. E ancora in CINA quindici bimbi sono morti dopo aver ingerito latte in polvere alterato.

Le dogane internazionali hanno sequestrato migliaia di articoli, tra cui software cinesi illegali, ma l’individuazione di queste merci è resa difficoltosa, tra l’altro, da un uso ambiguo della sigla CE (che sembra riferirsi alla Comunità Europea ma in realtà indica“China Export”) apposta sulle etichette per ingannare l’ignaro acquirente.

Tra le aziende vittima di questo fenomeno illegale troviamo la Microsoft, impegnata nella lotta per proteggere i consumatori attraverso i rigorosi test di originalità a cui sono sottoposti propri prodotti. L’azienda dolciaria Ferrero ha subito la contraffazione dei Ferrero Roches ed è riuscita ad ottenere un indennizzo di 87.000 dollari più il divieto di produzione del suddetto cioccolatino da parte di ogni industria locale. A Pechino Prada e Gucci hanno trascinato in tribunale la società che gestisce il più noto mercato di falsificazione del loro marchio e sono riuscite ad imporne la chiusura, non per contraffazione ma per mancato rispetto delle norme anti-incendio. Ed ecco la beffa: l’azienda è stata dislocata a pochi isolati di distanza, in una nuova sede con a capo la medesima società.

Infine, la fantasia dei cinesi non ha limiti, sono riusciti a contraffare anche le moto Yamaha e la mitica Ferrari. Continuando di questo passo cos’altro potranno fare o, per meglio dire, “contraffare”?

La lotta contro l’illegalità cinese richiede un grosso impegno di risorse umane e sofisticate perizie tecniche, che comportano enormi sforzi economici. Il più delle volte neanche i produttori riescono a riconoscere i falsi dagli originali, figuriamoci il consumatore.

L’unica soluzione quindi è BOICOTTARE I PRODOTTI CINESI! Il basso costo non ripaga il rischio per la salute e il lavoro perso…

Alla sbarra il mercato dei falsi. "La Repubblica" 4/11/2005 Attenzione all’Igiene che s’indossa. "Il Sole 24 Ore" 9/05/05
Nike confessa. 14/04/05

Alla sbarra il mercato dei falsi. "La Repubblica" 4/11/05

La Cina non è intoccabile. "Il giornale" 14/03/05

La truffa del marchio CE. "Il Sole 24 Ore" 22/01/05

Ricoverato ragazzo per dentifricio. Rai news 2/12/07

Contraffazione del mercato in crescita. "Le scelte del consumatore" novembre 2006

Bazar fuorilegge a Roma. "Il Messaggero" 14/04/2005 2007

Contraffazione globale. Ecplanet quot. tecnologico e scientifico 19/11/07

Prodotti cosmetici al bando. City 19/09/07