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Rubini rosso sangue
Una cortina di silenzio sta calando sulla situazione birmana.
Pian piano lo scimmiottare dei media, dopo aver cavalcato per qualche tempo la notizia, sta scemando lentamente.
Le immagini di quei monaci trucidati da un regime tacitamente obbediente ai dettami cinesi hanno fatto il giro del mondo ma… come al solito facciamo presto a cancellare e dimenticare.
Nonostante i ripetuti appelli al boicottaggio migliaia di acquirenti arrivati da tutto il mondo, Italia compresa, hanno partecipato alle aste di pietre preziose in corso in Birmania. Tra gli acquirenti 2.093 erano stranieri provenienti principalmente da Cina e Thailandia ma anche da India, Singapore, Italia, Gran Bretagna, Giappone, Australia, Stati Uniti e Canada. Il ricavato della vendita ha raggiunto i 150 milioni di dollari.
Le pietre provenivano soprattutto dalla "Valle dei Rubini", a nord di Mandalay, una zona dove lo sfruttamento dei minori e le condizioni igienico-sanitarie nelle miniere sono state più volte denunciate dall'Onu. È da più di 700 anni che da questa valle si estraggono i famosi rubini color rosso “sangue di piccione” (forse sarebbe più realistico dire “sangue umano”), considerati i più belli al mondo. L’estrazione dei rubini avviene con un costo in vite che non può essere calcolato, vista anche l’impossibilità di accedere a quei luoghi da parte di visitatori non autorizzati. “Asia news” parla, tra l’altro, di un aumento della diffusione dell’AIDS tra i minatori ai quali i datori di lavoro offrirebbero, a fine giornata, dosi di eroina spesso iniettata da più persone con lo stesso ago.
La Birmania teneva solitamente due aste all'anno ma di recente ne ha aumentato il numero per attirare valuta straniera (bisogna pur far fronte alle sanzioni occidentali). Quindi, nonostante i numerosi tentativi di boicottaggio (uno dei quali proposto persino da Laura Bush), il mondo finalmente sta tornando alla normalità. Avremo di nuovo il piacere di indossare quelle splendide pietre… che importa se sono sporche di sangue innocente, che importa se il ricavato della loro vendita serve a rilanciare un regime che sfrutta, tortura e massacra.
Il governo cinese ci ha tranquillizzato garantendoci un lavoro di “mediazione”. L’Unione Europea ha nominato Piero Fassino suo inviato in Birmania, dichiarando che «è incaricato di sostenere gli sforzi dell'Ue e dell'Onu per portare cambiamenti politici nel regime di Myanmar», ma la Birmania è di nuovo nell’oblio…
L’importante è dimenticare, e anche in fretta perché fra qualche mese ci saranno coppe e medaglie da distribuire e Pechino non potrebbe sopportare un’ immagine così deleteria per i suoi giochi del 2008. Che ne sarebbe della loro economia se un’umanità finalmente intelligente rifiutasse di presentarsi alle Olimpiadi?
Benissimo… continuiamo a comprare le loro merci tossiche, ad assistere passivi alla loro espansione, al loro rendere schiava un’intera popolazione.
Abbiamo nuovamente finanziato il terrore e probabilmente gran parte di quelle pietre preziose andranno ad abbellire le splendide modelle che l'amministrazione cinese sta meticolosamente cercando, tra le ragazze più attraenti del paese, per offrire al mondo olimpionico la migliore immagine di sé.
Tranquilli! Il peggio è passato… Non sarà facile dimenticare quelle vesti arancioni, quelle teste rasate che chiedevano pacificamente un po’ di libertà… Speriamo almeno che qualche monaco atleta (se mai ne esistono) possa finalmente regalarci una medaglia.
Per quanto mi riguarda l’hanno già vinta!


