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Il rischio di fare affari con la Cina

Italia-Cina commerci a rischio radioattività.

Una maxi-operazione dei Carabinieri del Nucleo di Tutela dell’Ambiente ha portato al sequestro, in Italia, di trenta tonnellate di acciaio proveniente dalla Cina, che risultavano contaminate da Cobalto 60 radioattivo.

Il 60Co radioattivo, altamente tossico, è un potente emettitore di raggi gamma che, oltre ad essere cancerogeni, possono provocare ustioni e mutazioni genetiche (1). Per eliminare un’assunzione di Cobalto 60 occorrono molti anni e il tempo di dimezzamento della sua radioattività è di circa 6 anni.

L’indagine ha preso il via dalla scoperta fortuita, in una fonderia della provincia di Parma, di un pericolosissimo livello di radioattività su alcuni rotoli di acciaio prodotto dalla società cinese Tysco. In seguito a tale scoperta le indagini si sono estese alle fonderie dislocate su tutto il territorio italiano. Sono state effettuate misurazioni radiometriche sugli scarti dei prodotti e l’acciaio radioattivo è stato prontamente sequestrato.

Gli Italiani hanno di che preoccuparsi, l’Italia è infatti al momento uno dei maggiori importatori di acciaio cinese, con 2,2 milioni di tonnellate acquistate tra gennaio e luglio, ma non è l’unico paese a rischio: di fatto ormai il materiale radioattivo è sparpagliato in tutta Europa.

Non è chiaro come il cobalto 60 sia finito nell’acciaio. Si parla di "sorgenti orfane", ossia rubate o abbandonate senza documentazione, fuori dal controllo delle autorità e di cui non è possibile rintracciare la provenienza. C’è il sospetto di "terrorismo ambientale", una realtà che l’Interpol e altri autorevoli organismi di tutela dell’ambiente conoscono bene e non sottovalutano affatto.

Quando si hanno rapporti con un governo senza scrupoli, verosimilmente malintenzionato e assetato di potere come quello Cinese, il sospetto che non sia stato un incidente sorge spontaneo.

 

(1) I raggi gamma sono talmente potenti che per fermarne il 50% è necessario uno schermo di cemento di 6 centimetri.