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La Cina si difende
Questa è l'ultima storia che vorrebbero farci bere: il 6 marzo, un kamikaze o un gruppo di kamikaze suicidi, o qualche persona con un po’ di benzina, ha cercato di far esplodere il volo della China Southern n. CZ6901 da Urumqi a Pechino. In qualche modo sono stati fermati prima di poter agire, e l’aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza nella città di Lanzhou. Incredibilmente il velivolo, invece di essere evacuato, sequestrato ed esaminato da esperti forensi, ha tranquillamente proseguito il suo volo verso Pechino. La responsabilità dell’intera faccenda è stata attribuita a ignoti "fanatici Islamici".
Sei settimane fa, altri non bene identificati "estremisti Islamici" sono stati uccisi nella Regione Autonoma di Xinjiang Uygur. Secondo il governo di Pechino stavano pianificando un attacco alle Olimpiadi, nessuno sa di che tipo, in agosto.
"Casualmente" queste notizie sono state diffuse dalle autorità cinesi alla vigilia dell’anniversario della fallita rivolta tibetana contro l’occupazione cinese del 1959, che ha causato l’esilio di S.S. il Dalai Lama, e nel mezzo della crescente protesta internazionale contro l’incremento delle violente violazioni dei diritti umani in preparazione delle Olimpiadi. Quindi, per motivi di "pubblica sicurezza" la repressione deve continuare senza sosta.
Ci dispiace, nessun ulteriore dettaglio, siamo cinesi.


