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Cina. Medaglia d'oro per gli sfratti

Nelle ultime cinque Olimpiadi sono stati circa due milioni gli abitanti che hanno dovuto lasciare le loro case per far posto alle strutture sportive. In particolare, solo a Seul 720 mila persone sono state allontanate con la forza dalle loro abitazioni. Ma il record degli sfratti forzati per lo “spirito olimpico” è della Cina: per “Pechino 2008” sono già 1.500.000 (1).

A pochi mesi dall’inizio dei Giochi, chi pensa agli sfrattati di Pechino?

Interi quartieri sono stati sventrati per “abbellire” la città e sono state chiuse decine di scuole per figli di operai che spesso non hanno altra possibilità d’istruzione.

Oltre la creazione di spazi olimpici, anche l’“emergenza inquinamento” provoca sfratti.

Lo smog di Pechino uccide ogni anno 750.000 cinesi (dati della Banca Mondiale) ma, fino ad oggi, il problema non è mai stato preso in considerazione. Ora, in vista delle Olimpiadi, lo smog è divenuto un’emergenza che “deve” essere fronteggiata e risolta in ogni modo, anche tramite sfratti improvvisi a tempo indeterminato.

Certo, a sentire il governo cinese, gli sfrattati “olimpici” sono in tutto 6.037 e tutti regolarmente indennizzati. Come se fosse regolare indennizzare un residente con 5.500 yuan al metro quadrato, per un’abitazione in un’area il cui prezzo è di 25.000 yuan.
Solo nel centro storico di Pechino, come da piano quinquennale, sono state sfrattate 200.000 persone. I residenti tentano inutilmente di denunciare le tattiche intimidatorie del Governo, ma chi protesta viene arrestato o percosso e privato di luce e gas. In molti casi la polizia ha obbligato i cittadini dissenzienti ad ammettere le proprie “colpe” e confessare di far parte di una “organizzazione”.

Ma quanti sono con esattezza le persone sfrattate?

Rispetto alle valutazioni del Cohre (Center On Housing Rights and Evictions), altri esperti offrono stime ancora più preoccupanti: il numero degli sfollati potrebbe addirittura raggiungere i 5 milioni.

Lo sfratto forzato della popolazione per far posto a strutture sportive e alberghi contrasta totalmente con lo spirito dei Giochi Olimpici: la competizione sportiva è in funzione del rafforzamento della pace e della promozione della solidarietà tra i popoli. La riqualificazione di una città non può comportare il peggioramento nelle condizioni di vita degli abitanti e, soprattutto, non giustifica alcun ricorso alla violenza, come sta avvenendo in Cina.